Come si vive nella freddissima Russia

Sono nata in uno dei posti più freddi del mondo e vi racconto come si vive nella freddissima Siberia, tra banca, samovar e valenchi.

Freddo si ma quanto?
Quando qualcuno scopre da dove vengo smette subito di lamentarsi per il freddo.

La temperatura qui in Italia può sfiorare zero gradi, ma sfido chiunque si trovi davanti una siberiana come me a pensare di potermi scalfire sul tema freddo.

Siberia, si.
Mica Russia e basta (che comunque a pensarci già vengono i brividi e voglia di infilarsi in colbacco), no, io sono nata e cresciuta in uno dei posti più freddi del mondo.

Sono nata in un villaggio sulla riva di un lago, circondato dai boschi, ai piedi dei monti Urali, in cui c’è la neve per sette mesi all’anno e 40 gradi sotto lo zero non sono inusuali (e poiché ovviamente con quelle temperature non si andava a scuola, noi da bambini ne eravamo ben contenti).
Davvero così freddo?
In Jacuzia (niente a che vedere con le vasche piene di bolle calde e rilassanti), nella Siberia orientale a febbraio  50 sotto zero sono la normalità, ma in annate rigide si e arrivati a -65/70!

I miei ricordi da bambina in uno dei posti più freddi del mondo

Pensate che quando da bambina uscivo dalla piscina (dove andavo a nuotare al mattino dalle 6 alle 8 e poi di nuovo nel pomeriggio), poiché il phon non esisteva, infilavo i capelli bagnati sotto i colbacco per correre a scuola e quelli che sfuggivano da sotto il cappello e gelavano, sbattendo tra loro facevano il suono dei ghiaccioli, mentre le ciglia mi si gelavano lungo il tragitto verso scuola e l’aria che soffiavo dalla bocca scricchiolava ed era così pungente che la pelle si paralizzava in un istante.

Quel che bisognava fare allora era prendere la neve tra le mani e strofinarla per riattivare la circolazione. E poi non si poteva inspirare normalmente perché il freddo congelava la gola, ma “succhiare” l’aria piano piano attraverso la sciarpa.

Come ci difendiamo dal freddo nei posti più freddi del mondo?

Tenendo sempre pronto il samovar con cui preparare litri di tè (qui vi raccontavo perché noi beviamo più té che caffè).

Mangiando zuppe calde e andando spesso in una banja, strutture tipo le saune dove si fanno bagni di vapore, che sono una tradizione antichissima

E poi naturalmente bevendo vodka. Ma non è cosa per tutti. Bisogna saperla bere e se non “c’è l’ avete nel sangue” potete seguire i miei consigli su come si beve la vodka.

 

Come ci si veste nei posti più freddi del mondo?

Naso, mano, piedi e orecchie si tengono sempre al coperto.

Ci si veste a strati perché l’aria tra gli strati migliora l’isolamento termico del corpo.

Niente guanti con le dita ma solo manopole. Saranno meno chic ma le dita, tutte insieme, si scaldano.

Le pellicce sono un must, lunghe fino ai piedi e strette in vita per tenere il caldo.

Scarpe morbide e mai stette perché il rischio congelamento è alto se la circolazione è difficile e bambini e anziani portavano i valenchi, i nostri celebri stivali in feltro.

Il cellulare si tiene nella tasca interna e si usa poco, perché il freddo lo scarica velocemente e ogni oggetto metallico, con il gelo, rischia di attaccarsi alle dita.
Come fareste mai voi italiani senza poter parlare al cellulare?

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