Come aiutare a crescere un figlio adolescente


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Quanto contano dialogo e rispetto per aiutare a crescere un figlio adolescente responsabile, autonomo e sicuro di sé?

mamma o amica?
Su questo si discute molto e in molti, e questo mi dispiace, sostengono che non si possa essere amici dei propri figli.

Io penso invece che sia necessario essere un po’ amici.
Se non dessi confidenza a mia figlia, raccontando un po’ di me, non potrei aspettarmi che lei avesse confidenza con me.
In questo momento, in cui lei si affaccia alla vita da adulta, parlare ci è molto d’aiuto: a me per capire lei e a lei per avere un supporto.
Per noi è passato un sacco di tempo dalla nostra adolescenza. Rischiamo di prendere alla leggera i loro primi dolori, le sconfitte, i batticuori, … ma per i nostri ragazzi questi eventi non sono facili da vivere. I sentimenti sono ingigantiti, la sofferenza è sofferenza vera e profonda.

Cosa vuol dire essere amici dei propri figli? Beh, non vuol dire che avremo con loro lo stesso rapporto che abbiamo con un’amica della nostra età. Non saranno i nostri confidenti allo stesso modo perché noi non possiamo fargli carico di cose più grandi di loro.

Piuttosto sta a noi cercare di essere amici come loro si aspettano che siamo: una spalla, un appoggio nei momenti difficili, ma sempre e comunque una madre e un padre, anche con l’autorevolezza che serve.

Come aiutare a crescere un figlio adolescente amicizia

Certo, nessuno di noi genitori ha la bacchetta magica. Procediamo tutti per tentativi, riflettendo, pensando e naturalmente adattandoci al carattere dei nostri figli, senza essere invadenti se, per esempio, loro sono molto riservati, ma sempre cercando di tenere aperta una porta.

La grande fortuna è, come è per me, poter contare su un’altra persona, moglie, marito o compagno con cui ci si divide un po’ i ruoli. Io sono chiacchierona e questo forse facilita la confidenza (dal “cosa mi metto” al “cosa gli dico”? quelle sono cose che si discutono con me).
Papà è quello con cui si gioca, si scherza, ci si rotola sul divano, si prende in giro la  ed è anche quello da cui ci si fa riprendere se l’orario del rientro non è quello previsto.
Mi rendo conto che così anche la fatica si condivide e immagino che non sia affatto facile per chi, invece, il ruolo di genitore deve svolgerlo da solo.

La seconda fortuna è che io e mio marito veniamo da due famiglie simili, con gli stessi valori, un’educazione molto vicina; questo ha fatto si che non ci trovassimo a scontrarci su come crescere nostra figlia.
Il consiglio che mi sento di dare è di discutere prima insieme, tra genitori, che linea tenere ed evitare di scontrarsi davanti ai ragazzi, cosa che li destabilizzerebbe.

E’ importante che i ragazzi non si sentano giudicati, non temano di deluderci… Solo la nostra capacità di comprensione può consentirci di dare fiducia e, quando serve, riprenderli.

L’importante per me è ricordare ai nostri figli adolescenti che quella che stanno vivendo è la loro vita, quello è il loro percorso e la loro responsabilità, anche se noi ci saremo sempre, al loro fianco anche negli errori.

Rispetto e fiducia sono fondamentali per creare sicurezza nei nostri figli e perché si sentano responsabili.

Non facciamo tutto al posto loro. Non risolviamogli ogni problema. Spingiamoli invece a fare proposte, cercare soluzioni e vediamo insieme se sono le migliori. Stimoliamoli a saper prendere decisioni, fare la telefonata che serve, organizzarsi, pianificare, … anche nelle loro piccole cose.

Ricordo quando mia mamma mi disse “Vai”, quando io non sapevo se fosse il caso di venire in Italia o no.  Mi disse anche che era una grossa responsabilità, ma che loro ci sarebbero sempre stati, per una parola, un consiglio, …

Allora la mia vita era nelle mie mani, come ora è in quelle dei nostri ragazzi.

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