Le 10 cose da non dire mai


This post is also available in: Russo

 A tutti succede di dirle. A tutti succede di sentirsele dire. Ecco invece le 10 cose da non dire mai e poi mai.

“Te l’avevo detto!”
“Guarda, non mi interessa.”
Quanto ci infastidisce sentirci dare una risposta del genere? Tanto.
Eppure quanto volte noi stessi abbiamo risposto in questo modo, senza troppo preoccuparci dell’effetto sugli altri?
Stanchezza, noia e arrabbiature non giustificano uscite infelici e attenzione: ci si ritorcono contro come boomerang!
Nei rapporti personali o di lavoro, con figli, amici, capi e colleghi è  sempre utile evitare quelle frasi che mettono la parola fine sulla conversazione e, quel che è ancora più grave, impediscono ogni tipo di interazione e di empatia.
Vediamo un po’ cosa evitare. Questa è la mia lista.

Le 10 cose da non dire mai, proprio mai

Sentitevi liberi di aggiungere la vostra.
“Non è colpa mia”. “Non è giusto.”
Niente è più odioso del fare la vittima o puntare il dito su altri.
Spiega invece cosa può essere accaduto secondo te. Meglio intavolare la discussione e difendersi.
“Tu sei …” o “Perché non sei come…?”
Usare aggettivi negativi (cattivo, maleducato, …) è come attaccare un’etichetta a quella persona. Da non fare assolutamente con i bambini e i ragazzi, è antipatico anche verso un adulto, che finirà col pensare che l’opinione che abbiamo di lui dipenda da quanto abbiamo detto magari in un momento di rabbia.
Meglio invece chiedere “Scusa, perché mi rispondi così?” o “Perché ti sei comportato così con me?”, dando modo di spiegarsi ed evitare litigi.
“Ma non sai proprio fare niente” o, al contrario, “Dai che lo sai fare!”
Demotivare qualcuno che va spronato o spingere troppo qualcuno che per carattere è timoroso non serve. Meglio affiancare le persone, spiegare come realizzare un compito e poi complimentarsi con un “perfetto, grazie!”.
“Beh, io ho sempre fatto così.”
Sintomo di scarsa elasticità. Considerata la velocità con cui le cose cambiano oggi, fa pensare a qualcuno che non sta al passo con i tempi e in generale non essere pronti al cambiamento è un grosso limite.
“Non posso farlo.”
Offri sempre un’alternativa. “Oggi purtroppo è una giornata piena, ma farò di tutto per occuparmene domani”.
“Non è compito mio.”
Flessibilità è diventata la parola d’ordine, sul lavoro come nella mansioni di casa. Non esistono ruoli che non possano cambiare e mostrarsi collaborativi è sempre positivo.
“Onestamente …” o “Posso farti una domanda stupida?”
La prima fa pensare che tu possa non essere sempre onesto, quando parli. Cattivo segno.
La seconda che tu sia poco convinto di quello che stai per chiedere o che tu sappia già che è una domanda indiscreta o fuori luogo. Allora meglio non farla.
“Non è vero!”
In una discussione l’altro espone le cose in un modo che secondo voi non corrisponde alla verità? Intervenite con un “Scusa, ma io non la vedo così …” e siate pronti ad ammettere che quasi sempre la verità sta nel mezzo ed è nell’interesse di tutti accettarlo.


Da ultimo: Astenersi dai commenti negativi nei confronti di mariti, fidanzati, figli e colleghi non può che gettare buona luce su di noi. Ricordiamocelo.

No Comments Yet.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *