Come godersi davvero la vita dopo i 45 anni

 Il lavoro, la famiglia, la coppia: come fare i conti con gli obiettivi raggiunti dopo in nostri primi 40 anni e Come godersi davvero la vita dopo i 45 anni.

Si dice che i 40 anni siano i nuovi 30 e io concordo.
Negli USA si dice ormai che le donne tra i 40 e i 50 anni sono ageless cioè senza età. E io sono d’accordo anche su questo.
Tutto vero, a patto che, indipendentemente da quanto dicono gli altri, siamo noi a sentirci così.
Perché quando dai 40 ci si avvicina ai 50, come donna è inevitabile sentire un vuoto. Che i figli siano già grandi o adolescenti o stiano crescendo alla velocità della luce, il vuoto che lascia il non doverci più occupare di loro come abbiamo fatto quando erano piccoli, si sente. Inutile negarlo.
Come si sente meno la pressione che viene dall’ambizione sul lavoro.
O il desiderio di voler fare colpo a tutti costi.
O la volontà di raggiungere, magari in coppia, piccoli e grandi obiettivi, dall’acquisto della casa a tutti quei sogni che in genere si traducono nelle tappe di una vita insieme.
Se tutte queste cose possono mancare e farci sentire malinconiche, come se la nostra vita fosse ormai scritta, vediamo la cosa da un punto di vista diverso.
Ve lo dico perché è accaduto anche a me, soprattutto da quando mia figlia ha preso la decisione di andare all’estero, facendomi sentire come se una parte della mia vita “i miei primi 40 anni” fosse ormai irrimediabilmente finita.
Ci si sente un po’ spaesate, vero.
Ma perché invece non cominciare a pensare che siamo semplicemente più in pace con noi stesse?
Dopo i 45 anni, in genere, abbiamo ormai dimostrato quanto valiamo come madri e come professioniste. Come donne e sul lavoro. E indipendentemente dal nostro percorso, da successi e insuccessi che costellano la vita di tutte (tutte!): noi siamo quelle di sempre, ma con una marcia in più!

Come godersi davvero la vita dopo i 45 anni.

Siamo più libere!
Più libere dalle routine che i figli piccoli ti impongono.
Più libere dalla necessità di dover dimostrare qualcosa: sul lavoro, nei rapporti di amicizia e in quelli d’amore.
Pensandoci bene, io mi sono resa conto che questo è davvero un periodo della vita fantastico e che abbiamo il dovere di viverlo come tale.

I vantaggi sono che di solito dopo i 45 anni una donna ha un lavoro ormai  abbastanza sicuro o una carriera abbastanza affermata e un’organizzazione del tempo ben rodata.

Questa è un’età in cui si può viaggiare senza difficoltà e fare sport senza essere competitivi né avere come obiettivo la prova bikini ma lo stare bene e qualche volta perfino scoprire che abbiamo più forza di volontà di quanta ne avevamo a 20 anni.

Si può investire in un guardaroba che porteremo per anni (senza più sentirci dire “ma l’hai messo una volta sola!”) e magari permettersi perfino un personal stylist che ci aiuti a costruirci un nuovo stile.
Possiamo finalmente rimetterci a studiare, se ci piace, imparare una nuova lingua, dedicare più tempo a qualcosa che non abbiamo mai potuto coltivare perché le priorità erano altre.
E se proprio ci prende la sindrome da nido vuoto e il nostro ruolo di madre ci manca?
Facciamo i figli, cioè riportiamo l’attenzione sui nostri genitori e prendiamoci cura di loro, magari regalandogli quel week end che sognano e coccolandoli un po’.
Aiutiamo un bambino. Dall’adozione a distanza all’affido, perché non cercare di rendere migliore la vita di un bambino, dopo aver aiutato i nostri figli a costruire la loro?
L’unica domanda da porci, dopo i 45 anni, è chiederci se stiamo vivendo la nostra vita, quella che vorremmo e se così non fosse, fare una lista dei desideri e pensare che adesso si che sono (quasi) tutti esaudibili!

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