Crescere i figli significa anche lasciarli andare


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La sindrome da nido vuoto prima o poi arriva, ma crescere i figli significa anche lasciarli andare. Io sto provando ad affrontare il distacco…

Crescere i figli significa anche lasciarli andare. Io sto scoprendo che è na delle cose più difficili da accettare, ma anche un grande dono.

Si dice che li aiutiamo a costruirsi le ali con cui un giorno voleranno via da noi. Lo sappiamo, ma quel giorno sembra sempre lontano. Finché non arriva.

Tra pochi mesi mia figlia partirà  per passare un anno all’estero. Vivrà da un’altra famiglia (il che dovrebbe rassicurarmi e invece mi fa provare un po’ di invidia), imparerà bene l’inglese, scoprirà un nuovo pezzo di mondo e un modo di vivere e pensare diverso da quello a cui è abituata. Tornerà a casa arricchita e io non posso che esserne felice.

Però intanto parte.
E io comincio a sentire la sindrome da nido vuoto di cui fino ad ora avevo solo sentito parlare.

Crescere i figli Natasha Stefanenko

Crescere i figli è anche preparasi al distacco?

In 16 anni dovrei aver avuto il tempo di allenarmi a questo è invece no.
E’ capitato che io fossi lontana, in Russia per lavoro, anche per settimane, ma loro due, lei è Luca, erano la ad aspettarmi.In fondo noi tre siamo sempre stati insieme e se ci penso con la mia famiglia ‘ origine non è sempre stato così invece.
Quando ero ragazza nessuno decideva quando andare in ferie ed era praticamente impossibile che due genitori potessero passare le vacanze insieme al resto della famiglia.
Per la mia “nuova” famiglia però è stato diverso. Abbiamo fatto delle scelte ben precise proprio per poter stare di più tra noi, anche con la famiglia di mio marito vicina.
Ci siamo sempre pensati come un team, una squadra e sarà un po’ come passare da giocare a basket a giocare a ping pong.

Io e Luca, Luca e me.
E i gatti.

Crescere i figli è anche accettare che diventino adulti

Insomma, io non sono proprio pronta a questo distacco.
Lo accetto. E’ un passaggio necessario e un po’ la “prova generale” di quel che accadrà tra qualche anno, quando magari andrà a fare l’Università lontana da casa, o quando si sposerà.

Credo ci sia solo un modo per accettare un distacco inevitabile dai figli.
Pensare che è giusto e salutare perché significa che si sentono abbastanza forti da cominciare a camminare sulle loro gambe.
E viverci fino in fondo ogni emozione, pensando che la vita è fatta di passi e questo è uno di quelli.

4 Comments
  • Fiorella
    March 9, 2017

    Ciao sono Fiorella e abito a Pesaro,quindi quasi vicino a te.Mio figlio e’partito in erasmus in Francia e mi ha fatto molto brutto,si’ e’ la parola giusta.Ho pianto molto quando e’ partito,mi sono sfogata,ho buttato fuori tutta la mia ansia senza fingere nulla,senza fingere di essere forte.Ora e’quasi un mese che e’fuori e io sono tranquillissima e contenta,quindi sfogati e non avere paura!

    • nat
      April 12, 2017

      Grazie per il supporto!

  • Cicci_773
    March 9, 2017

    È ammirevole ciò che state facendo per vostra figlia…certo è un bel distacco. ..sarà lontana..molto lontana…nn posso dirti che nn soffrirete….è ovvio…ma è un’opportunità meravigliosa che le state dando….anche io ho una figlia di 16 anni….e ti capisco benissimo…..ma ogni qual volta ti prenderà la tristezza e la malinconia….pensa a lei…a come invece sarà felice…al bagaglio di belle esperienze che farà….e quanto in più amerà per averle dato fiducia…lei…vi aiuterà a sorridere e far sentir un pochino meno la sua mancanza!!!…siete due genitori meravigliosi…un abbraccio stretto stretto…😚

    • nat
      April 12, 2017

      Grazie di cuore! E in bocca al lupo per la sua figliola!:)

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